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Abbigliamento Una scelta
opportuna dell'abbigliamento da indossare per un'escursione in mountain
bike contribuisce ad aumentare il comfort e di conseguenza a goderci a
pieno la gita. Ci sono molti fattori che intervengono nella scelta
dell'abbigliamento da preferire: stagione, quota, condizioni
atmosferiche e, non ultimi, gusti personali. E' bene comunque non
trascurare mai l'abbigliamento. Nella mountain
bike ci sono molte escursioni termiche dovute a grandi sudate, spesso
seguite da un veloce raffreddamento (salita - discesa). E' fondamentale
indossare indumenti che, a contatto con la pelle, da un lato lascino
traspirare l'umidità e dall'altro tengano caldo: ideali i capi in
polipropilene, trans-tex o in capilene. Nella stagione più calda
consigliabile anche la soluzione della classica maglia da ciclista nei
moderni tessuti con le tre provvidenziali tasche sul dorso.
Un discorso particolate meritano i calzoncini. Vanno
indossati senza slip e bisogna usare solo quelli che hanno l'imbottitura
nel cavallo. Una volta si usavano quelli con imbottitura in pelle di
daino, oggi invece le imbottiture sono fatte in materiale sintetico,
traspirante e antibatterico. Ve ne sono di diversi tipi: corti, lunghi,
a salopette, ma per tutti vale la regola di scegliere la qualità senza
badare al risparmio. Nella stagione primaverile ed autunnale, o anche in
estate se si raggiungono quote molto elevate, sopra alla maglia è
consigliabile indossare un leggero capo in pile da abbinare nelle
discese ad una giacca a vento leggera (ideali quelle in gore-tex,
wind-tex o power-tex). Anche quelli che consideriamo accessori hanno una
grande importanza nella mountain bike. Il casco in primo luogo, altro
elemento su cui non vale la pena di risparmiare, che deve essere
leggero, ben ventilato e sempre ben allacciato. Quindi i guanti, da indossare sempre, che
logicamente in estate saranno del tipo a meno dito e in inverno completi
e comunque sempre ben imbottiti per assorbire almeno in parte gli shock
dovuti alla discesa e quindi consentire una guida più precisa e sicura. Soffire il freddo ai piedi è molto fastidioso e pericoloso in quanto si
perde sensibilità nella guida, è importante proteggersi dal freddo con
dei copriscarpa o calzette in gore-tex. Un modo un po' rozzo ma molto
utile è portarsi dietro un paio di buste di plastica che possono essere
usata come copriscarpa all'occorrenza. Infine gli occhiali, utili quando
c'è il sole ed essenziali in caso di pioggia o in discesa. Infatti,
quando scendiamo è facile che le ruote facciano schizzare detriti che
vanno a finire dritto dritto negli occhi. In commercio ve ne sono alcuni
tipi con possibilità di sostituzione delle lenti in plastica. Prima
dell'acquisto assicuratevi che siano in materiale resistente agli urti e
che vi calzino a pennello, perché non c'è nulla di più fàstidioso di un
paio di occhiali che si sposta ad ogni buca incontrata. Altri accessori a torto ritenuti minori sono: la
fascia elastica per trattenere il sudore sulla fronte (in inverno è
ideale una fascia in caldo pile) e una coppia di bande catarifrangenti
con chiusura a velcro da indossare sui polpacci nel caso, tutt'altro che
infrequente, che l'oscurità ci colga mentre stiamo ultimando il nostro
itinerario, magari su strada trafficata.
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L'alimentazione
La corretta alimentazione di tutti i giorni è per ognuno di noi
importante per il benessere fisico ma diventa fondamentale per lo
sportivo.
In termini generali è sconsigliata un'alimentazione a base di
grassi saturi (origine animale), farine raffinate e zuccheri
semplici.
Fattori fondamentali per la buona salute sono i carboidrati
complessi (risposta glicemica media e lenta): pasta, riso, patate,
cereali, sempre meglio se integrali.
Le proteine associate a pochi grassi: carni bianche, pesce, carni
rosse nei tagli magri, albumi d'uovo, latte e yogurt scremati,
bresaola e fesa di tacchino.
I grassi insaturi (origine vegetale) in particolare l'olio extra
vergine di oliva.
Le fibre solubili o insolubili (tutte di origine vegetale): frutta e
verdure.
Alimentazione del giorno prima
Nel ciclismo, come in tutte le attività di resistenza e durata, è
consigliato il giorno precedente ad una uscita (se impegnativa)
costituire un'adeguata scorta di glicogeno (zucchero depositato nel
serbatoio dei muscoli e del fegato) al fine di garantire un adeguato
apporto di energia per l'attività da svolgere. A questo scopo è
opportuno, soprattutto per le escursioni più lunge e impegnative,
alimentarsi la sera prima con carboidrati complessi (pasta, riso o
cereali integrali).
Alimentazione durante l'escursione
Attenzione alla scorta d'acqua! Un apporto d'acqua costante (a
piccoli sorsi) durante tutta l'escursione risulta fondamentale ai
fini di mantenere un'adeguata idratazione dei complessi meccanismi
di funzionamento del nostro corpo.
Durante la stagione estiva, in modo particolare, la sudorazione
(meccanismo di regolazione della temperatura corporea) causa una
rapida disidratazione con conseguente senso di affaticamento e minor
resa della prestazione. Per bilanciare la notevole quantità di acqua
persa, ancora prima di avvertire la sete, è necessario bere. Lo
stesso problema, anche se in termini meno evidenti, esiste anche
d'inverno; per questo sarebbe consigliabile poter disporre di un
thermos o borraccia termica per poter avere a disposizione una
bevanda non fredda.
E'
fondamentale soprattutto quando si supera l'ora e mezza di attività, al
fine di potersi godere la gita, fare una buona colazione e portare sempre con sè
carboidrati a risposta glicemica rapida quali integratori di
zuccheri in base liquida, oppure alimenti solidi come biscotti,
merendine e barrette energetiche per evitare le odiose crisi di
fame.
Alimentazione dopo l'escursione
Al termine di uno sforzo fisico lungo ed intenso è opportuno
provvedere alla ricarica delle scorte di glicogeno, con un apporto
di carboidrati, al fine di favorire il corretto e rapido recupero.
Inoltre sarà necessario assumere un alimento proteico alla fine di
evitare il catabolismo muscolare (danneggiamento del muscolo causato
dal trauma dello sforzo).
MATERIALI, ATTREZZATURA
Per affrontare in sicurezza ogni uscita in
mountain bike è necessario che ogni partecipante all'escursione sia
provvisto di una dotazione completa di attrezzi per poter riparare i
guasti più frequenti.
Non è sufficiente che sia uno solo del
gruppo ad avere l'attrezzatura completa in quanto può capitare di
trovarsi soli (può succedere che i compagni siano già scesi...).
Questa è una dotazione minima che non
dovrebbe mai mancare ad ognuno dei partecipanti:
- Camera d'aria di scorta (anche per chi
ha coperture tubeless)
- Kit attrezzi e toppe per la riparazione delle forature
- Pompa (efficiente, evitare quelle dalle dimensioni ridottissime)
oppure bombolette
- Smagliacatene (necessario in caso di rottura della catena)
Un'escursione in montagna, soprattutto se
lunga, necessita di adeguato abbigliamento, adeguato apporto idrico e
calorico. A questo fine che è sempre consigliato l'uso dello zaino che
consente di avere con se:
- Indumenti di protezione e ricambio
- kit di pronto soccorso
- Cibo
Non mancheranno le borracce per la scorta
di liquidi e a tal fine risulta molto utile l'installazione sulla bici
del doppio porta borraccia. Non sempre è possibile trovare acqua lungo
il percorso e quindi è preferibile partire con una scorta adeguata (in
relazione alle specifiche necessità ed alla lunghezza dell'itinerario).
Il CASCO è un elemento essenziale ai fini
della sicurezza. Non dovrà mai mancare.
Gli OCCHIALI, soprattutto in discesa, sono
molto consigliati come protezione. Sono molti gli elementi che possono
ferire gli occhi: rami, sassi, polvere ecc..

ALLENAMENTO
Il ciclista allenato si diverte di più e rischia
di meno. Un corretto allenamento preventivo consente di effettuare le
escursioni, anche più impegnative, senza andare in affanno e
disponendo di una condizione fisica tale che permetta di affrontare
i vari momenti della giornata senza raggiungere il limite estremo
delle proprie capacità fisiche. Questo va a tutto vantaggio del
divertimento e della sicurezza. L'allenamento consiste nel migliorare la capacità aerobica e la
potenza muscolare.
Il miglioramento della capacità aerobica si ottiene svolgendo
qualsiasi tipo di attività aerobica (bici, corsa, nuoto, ecc.) con
una certa regolarità, almeno due volte durante la settimana. Il potenziamento dei muscoli delle gambe si ottiene con
specifiche sedute di allenamento in palestra o, ancora meglio, con
un programma specifico in bicicletta.
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Preparazione Atletica per la Mountain Bike
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La mountain
bike (MTB) è uno sport dove la preparazione atletica riveste
un'importanza basilare. Non solo essa è di fondamentale rilievo per
chi pratichi questo sport a livello agonistico, ma è indispensabile
anche per chi lo consideri semplicemente un piacevole hobby e
dedicargli un po' di tempo per delle piacevoli escursioni. Non
dimentichiamo poi che "brutta razza" sono i ciclisti: quando si
incontrano dichiarano sempre di non essere in forma ma poi si danno
battaglia fino all'ultimo metro di salita.
Molti percorsi,
infatti, hanno caratteristiche tali da essere impraticabili da parte
di chi non abbia almeno un certo livello di capacità di forza,
oppure rischiano di rendere una vera tortura quella passeggiata che
sarebbe dovuta essere distensiva e rilassante. Se si sta nuotando in
piscina, infatti, e ci si sente stanchi, si può sempre fermarsi per
riprendere fiato o per chiudere anticipatamente, rispetto ai
programmi, la sessione di allenamento; ma ci si trova in sella alla
MTB in mezzo ad un bosco o ad un prato ondulato e si va in "crisi",
in qualche modo si deve rientrare a casa o al punto di ritrovo, e
ciò può costituire un finale oltremodo spiacevole per una esperienza
che doveva essere positiva e costruttiva.
La
prestazione atletica è funzione di alcune funzioni
biologiche quali: la frequenza cardiaca, il consumo di ossigeno
(VO2), la quantità di acido lattico prodotto durante la prestazione
sportiva. Questi parametri sono misurabili e danno indicazione,
rapportati con la potenza sviluppata, dell'efficienza del nostro
organismo nei riguardi della prestazione sportiva.
La
programmazione dell'allenamento è l'impostazione dei piani
di allenamento sulla base degli obiettivi da raggiungere. La
programmazione parte dalla misurazione dello stato di forma fisica,
come la composizione corporea, test per la forza, test di Conconi e
test di Mader per determinare la soglia anaerobica, misurazione del
volume di ossigeno consumato (VO2 max). Una volta determinati questi
parametri di riferimento e chiariti gli obbiettivi si parte con la
preparazione.
La
preparazione atletica, dunque, è un momento cardine per la
pratica anche amatoriale di questo sport. Le indicazioni che seguono
sono rivolte a chi pratica la MTB con obiettivi agonistici, ma,
fatti gli opportuni adattamenti, possono servire veramente a tutti.
Nel seguito dell'articolo ci riferiremo sempre ad atleti agonisti ed
a gare, ma il discorso può essere sempre facilmente adattato agli
amatori e alle loro uscite non competitive.
Effettuare una corretta preparazione significa dunque dotare il
praticante di quelle capacità condizionali, cioè di quelle
caratteristiche fisiche, che gli servono per effettuare al meglio la
gara.
Le qualità che più servono ad un biker sono:
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Resistenza |
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Forza |
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Velocità (resistenza alla velocità) |
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Mobilità o flessibilità |
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Destrezza ed equilibrio |
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Decontrazione muscolare |
Le prime
tre sono vere e proprie capacità condizionali, mentre le ultime tre
sono caratteristiche atletiche che tendono a confluire con quella
che comunemente viene definita "tecnica" di esecuzione del gesto
sportivo.
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| Soglia
anaerobica Il parametro che
meglio di tutti permette di esprimere la soglia al di la del quale
un aumento del carico di lavoro non corrisponde più un altrettanto
aumento della prestazione sportiva, è la quantità di acido lattico
presente nel sangue. In particolare al di sopra di 4 millimoli per
litro di sangue, si verifica un accumulo si lattato tale che si
riduce la capacità muscolare dell'atleta. Un altro parametro
indicativo della soglia e più facilmente misurabile è la frequenza
cardiaca. Una formula che permette di determinare in modo
approssimato la
Frequenza Cardiaca Max Teorica= 220 - età
la FC alla Soglia Anaerobica è tra il 97-93% della
FCMT.
Il miglior modo per conoscere la propria soglia
anaerobica e programmare l'allenamento, è fare i test specifici. In
questo modo consideriamo:
fondo lento
= 70-80% FCSA
fondo lungo
= 80-90% FCSA
fondo medio
= 90-94% FCSA
fondo veloce
= 94-98% FCSA
ripetute
= 102-104% FCSA
massimale
= 104-107% FCSA
Se invece ci basiamo sulla
formula empirica
fondo lento
= 65-75% FCMT
fondo lungo
= 75-85% FCMT
fondo medio
= 85-90% FCMT
fondo veloce
= 90-93% FCMT
ripetute
= 97-99% FCMT
massimale
= 99-102% FCMT |
| Maccanismi
di sintesi dell'energia
La benzina dei muscoli è l'ATP
(Adenosin-Tri-Fosfato), questa sostanza è presente in quantità molto
limitate nel nostro organismo, soprattutto nei muscoli e deve essere
rigenerata continuamente. Ci sono tre meccanismi fondamentali per
produrre ATP.
aerobico
sintesi di ATP in presenza
di ossigeno
anaerobico alattacido sintesi di ATP in
assenza di ossigeno e assenza di acido lattico
aerobico lattacido sintesi di ATP in
assenza di ossigeno e presenza di acido lattico
A seconda del livello di
intensità dello sforzo si attiva un meccanismo piuttosto che una
altro. A seconda del meccanismo il nostro organismo attinge sostanze
diverse per rigenerare ATP. Il meccanismo aerobico attinge dagli
acidi grassi, dai carboidrati e in minor quantità dalle proteine. Il
meccanismo anaerobico alattacido attinge dalla FosfoCreatina. |
| Resistenza
È' la capacità
dell'organismo di resistere ad una condizione di fatica generata da
un carico fisico per tempi più o meno lunghi. Quando ci
affatichiamo, infatti, è possibile mantenere per un certo tempo
l'intensità iniziale, tramite maggiori sforzi di volontà. Oltre un
certo punto, però, l'intensità diminuisce: la resistenza è
l'attitudine a contrastare questo calo di efficacia.
La resistenza è
funzione di due parametri esterni: l'intensità e la durata del
carico. Ovviamente, questi parametri vanno in modo inversamente
proporzionale tra di loro all'aumentare dell'uno deve diminuire
l'altro e viceversa.
La resistenza viene determinata dalla capacità funzionale del
sistema cardiocircolatorio, respiratorio e muscolare. E' funzione,
inoltre, del metabolismo, del sistema nervoso e dalla coordinazione
di tutti gli organi ed i sistemi. È importante anche l'aspetto
coordinativo e psichico e la forza di base posseduta. L'allenamento
della resistenza deve prevedere sempre sia l'allenamento della
resistenza di base, sia di quella specifica di gara, privilegiando
la cosiddetta resistenza aerobica.
Esistono infatti almeno cinque diverse capacità di resistenza,
strettamente connesse le une alle altre:
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DI LUNGA
DURATA: per percorrere una distanza per la quale l'atleta
necessita di più di 8 minuti senza che intervenga un
sostanziale cedimento di velocità. La prestazione avviene
quasi esclusivamente in condizioni aerobiche. Richiede uno
sforzo di tutti i sistemi dell'organismo, ma il fattore
determinante per la qualità della prestazione è la capacità
del flusso di ossigeno nell'unità di tempo, cioè la capacità
aerobica.
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DI MEDIA
DURATA: durata compresa tra 2 e 8 minuti. Dipende dalla
resistenza di forza e dalla resistenza alla velocità. Si
verifica un debito di ossigeno. Al crescere della velocità,
aumenta la richiesta energetica anaerobica.
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DI BREVE
DURATA: compresa tra 45 secondi e 2 minuti. Vi è un'elevata
percentuale di processi metabolici anaerobici. Dipende
massicciamente da fattori quali la cosiddetta resistenza di
forza e dalla resistenza alla velocità. Il suo livello è
determinato da quello delle riserve energetiche e dalla
capacità di utilizzarle in assenza di ossigeno, dalla capacità
di tamponare le reazioni acide del lavoro, e dalla possibilità
dei muscoli di continuare a contrarsi anche con un Ph
sanguigno acido.
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DI FORZA: indica un tipo
di resistenza localizzata nei distretti muscolari interessati.
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ALLA
VELOCITÀ: consiste nella capacità di resistere alla stanchezza
con carichi di intensità massimale o submassimale non facendo
diminuire la rapidità del moto su brevi distanze. |
Nella pratica
della MTB tutti questi aspetti vanno coltivati: è infatti necessario
possedere resistenza di lunga durata, perché la gara dura sempre ben
più di otto minuti, resistenza di forza, perché vi sono spesso
salite anche ripide che richiedono il ricorso a questa qualità,
resistenza alla velocità, perché può fare la differenza, soprattutto
in partenza, quando occorre ben posizionarsi all'interno del gruppo,
ed in un eventuale arrivo allo sprint, e la resistenza di media e
breve durata, perché sono propedeutiche e legate alle altre. |
| Forza
Tra le varie
forme in cui questa qualità può essere espressa, quelle che hanno un
interesse per la pratica della MTB sono:
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PURA o
MASSIMALE, che è quella più elevata esprimibile con una
contrazione muscolare volontaria. È la forma più importante,
perché influenza tutte le altre.
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VELOCE: è
la capacità di superare delle resistenze con una elevata
rapidità di contrazione. Nella pratica la sua espressione
tende a coincidere con quella del concetto di velocità, al
quale si rimanda. Si esprime e si allena con movimenti rapidi.
Un buon metodo di allenamento adatto alla pratica della MTB, è
quello di incrementare molto la forza massimale e di
trasformarla poi in forza veloce con esercitazioni specifiche
rapidissime. In ogni caso l'allenamento deve essere condotto
per portare ad un rapporto forza-tempo del movimento simile a
quello di gara, in modo che i muscoli effettuino nel minore
tempo possibile il gesto di gara, cioè la pedalata, con una
resistenza pari a quella di gara. Nell'allenare la forza
veloce ci si deve fermare prima dell'arrivo
dell'affaticamento.
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RESISTENZA DI FORZA: è la capacità di opporsi alla fatica
durante applicazioni di forza di lunga durata. Rappresenta il
punto di contatto tra le qualità della resistenza e della
forza. Il suo allenamento principe consiste in primo luogo
nell'esercizio di gara ed in esercitazioni specifiche rendendo
più difficili le condizioni esterne. Si rimanda a quanto detto
sul concetto di resistenza per ogni approfondimento. |
L'allenamento
di qualsiasi aspetto della forza deve essere sempre finalizzato alle
esigenze specifiche del movimento di gara. La programmazione deve
prevedere delle esercitazioni di sviluppo generale della forza, che
precludano la costituzione di una "barriera di forza" che impedisca
ulteriori progresso, poi esercitazioni specifiche, che rispettino la
ritmica alternanza tra tensione e rilassamento tipica dei movimenti
ciclici, e di movimento di gara. Questi ultimi, ad esempio possono
essere rappresentati da sprint sulla bici partendo da fermi con
carichi addizionali.
Tengo a precisare che la pratica della MTB richiede lo sviluppo di
forza, in tutte le sue componenti e varianti, anche in distretti
muscolari che normalmente vengono trascurati in altre discipline
simili. Dato per scontato il potenziamento degli arti inferiori,
compresi i glutei, il biker deve allenare anche i muscoli
stabilizzatori del tronco, la schiena, le spalle, i pettorali, le
braccia, con particolare riferimento alle mani ed agli avambracci,
evitando, però, un'eccessiva crescita di massa muscolare che si
trasformerebbe in ulteriore peso da trasportare. |
| Velocità
È la
capacità di spostarsi su una breve distanza con la massima rapidità . È una capacità complessa e difficile da
allenare, i cui presupposti sono: la mobilità dei processi nervosi,
che fornisce un'elevata frequenza di movimento, la forza veloce e la
potenza, che incidono sull'accelerazione, l'elasticità e la capacità
di rilassare rapidamente dei muscoli, la tecnica, la capacità di
concentrazione ed altri meccanismi biochimici.
Il biker ha bisogno della velocità in alcuni momenti specifici della
gara: in partenza, quando deve lottare per conquistare una posizione
favorevole all'interno del gruppo, nella volata finale, ed
eventualmente in altri momenti topici della gara. In ogni caso molto
spesso si può parlare più di un ricorso alla resistenza alla
velocità che non alla velocità pura.
Per allenare la
velocità occorre migliorare:
- La rapidità della reazione
motoria, cioè la risposta, ad esempio al segnale dello starter o
allo scatto di un avversario;
- La fase di aumento della
velocità, in cui hanno rilievo la potenza e la forza veloce;
- La fase di stabilizzazione
della velocità, in cui si sviluppa la massima velocità
possibile.
Vista
l'importanza che ha la tecnica di esecuzione del gesto, occorre
innanzi tutto perfezionare per prima questa, con ripetizioni a
velocità submassimale o con progressioni a velocità controllata che
arrivino fino al 90-95% di quella massima, nelle quali si mantenga
un perfetto controllo tecnico sviluppando al contempo una velocità
simile a quella massimale.
Riprendo qui il concetto di resistenza alla velocità, già trattato
nella sezione dedicata alla resistenza, per ribadire che il suo
sviluppo è legato a quello della resistenza aerobica, che attiene
alle prestazioni cardiache e circolatorie ed alle capacità di
recupero, ed a quello della velocità pura.
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| Mobilità o flessibilità e Decontrazione muscolare
Si tratta di caratteristiche
fisiche che spesso vengono confuse. La prima è la capacità di
realizzare dei movimenti con grande escursione e si allenano ad
esempio con esercizi di stretching.
Più complesso, invece è l'argomento della decontrazione muscolare,
che consiste sia nella capacità di decontrarre il muscolo agonista
dopo la sollecitazione sia di decontrarre gli antagonisti nel
momento della sollecitazione. In entrambi i casi la deficienza di
decontrazione riduce la forza, la resistenza e la velocità. Ciò è
ovviamente di grande rilievo negli sport ciclici, dove il muscolo
deve passare ritmicamente da uno stato di contrazione ad uno di
decontrazione.
La capacità di decontrazione è allenabile e può essere migliorata
con slanci, balzi, scuotimenti degli arti, massaggi e trattamenti
ipertermici, come bagni caldi e saune.
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| Destrezza ed equilibrio Rientrano più nel
campo dell'addestramento che non dell'allenamento e della
preparazione atletica e garantiscono una maggiore economicità dei
gesti e quindi un minore ricorso alla forza muscolare.
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| PERIODIZZAZIONE |
| Non tutti i periodi dell'anno sono
uguali. Visto che non è materialmente possibile essere "in forma"
sempre e che il periodo delle gare, o quantomeno quello delle
competizioni più importanti, è limitato, ciò che si fa durante il
resto dell'anno deve essere propedeutico ad ottenere le migliori
prestazioni quando ciò ci interessa. Possiamo quindi individuare tre
diversi periodi, per ciascuno dei quali indichiamo alcuni esempi di
allenamenti tipici. Non va però dimenticato che ogni capacità
condizionale va comunque allenata in ogni fase della periodizzazione,
compresa quella di transizione se raggiunge o supera le tre o
quattro settimane. Nel periodo gara gli allenamenti saranno
caratterizzati da ritmi più intensi, pause di recupero più lunghe ed
intervallati da giornate di riposo completo o "attivo", a bassa
intensità, finalizzate a ristabilire le scorte energetiche
nell'organismo.
Si precisa che quelle che seguono
sono solo delle indicazioni di massima e non possono essere
interpretate come un programma di allenamento completo: questo,
infatti, deve tenere conto delle caratteristiche specifiche di ogni
singolo individuo, quali, ad esempio, la necessità di diminuire o
controllare il peso corporeo, di incrementare una capacità
particolarmente deficitaria rispetto alle altre e così via. Solo un
esame basato su alcuni test può sciogliere le riserve relative ad
una preparazione individualizzata. Atleti apparentemente simili,
infatti, potrebbero avere livelli di potenza e capacità aerobica, di
massimo consumo di ossigeno e di soglia anaerobica diversi e
potrebbero dunque necessitare di approcci alla preparazione anche
sostanzialmente dissimili.
Periodo di preparazione
Gli allenamenti caratteristici di
tutta la preparazione sono:
Fondo lungo
Suo scopo è quello di plasmare le basi psicologiche, organiche e
muscolari necessarie perché l'atleta possa sopportare le fatiche
dell'allenamento per l'intera stagione. La durata è variabile e può
giungere anche alle 4 ore. Il ritmo deve essere di un 15-20%
inferiore a quello di soglia anaerobica, ed anche eventuali salite
devono essere intraprese sotto tale soglia. Questo allenamento è di
fondamentale importanza, perché abitua psicologicamente il soggetto
alla fatica, "insegna" al corpo ad utilizzare risorse energetiche
costituite anche da grassi e produce adattamenti muscolari,
articolari, tendinei e di tutti i sistemi.
Fondo lento
Costituisce il classico allenamento di recupero delle energie
psicofisiche e rappresenta il cosiddetto "recupero attivo": è un
fondo percorso a ritmo continuo, con intensità del 25 o 30%
inferiore a quello di soglia e protratto da una fino ad un massimo
di due ore, assolutamente solo in pianura e possibilmente fatto in
compagnia e in un ambientazione gradevole, per rigenerare anche la
mente.
Fondo medio e fondo veloce
La durata del primo, sempre a ritmo uniforme, varia da 30' a 90'
percorsi ad un ritmo cardiaco del 10 o 15% inferiore a quello della
frequenza di soglia anaerobica. Il secondo, invece, ha una durata
dai 20' fino all'ora, percorsi con una frequenza cardiaca compresa
tra il 95% ed il 100% di quella di soglia. Questi due tipi di
allenamento possono essere anche svolti insieme andando a costituire
un allenamento in progressione ed il loro scopo è quello di porre le
basi per potere effettuare allenamenti a più alta intensità e per
elevare il livello di soglia anaerobica.
Il cosiddetto periodo di
preparazione può a sua volta essere suddiviso in due tappe, secondo
il seguente schema:
I tappa
, più lunga: in una programmazione annuale può durare
circa quattro mesi. È caratterizzata da un quantità di carico
elevata e gradatamente crescente e da un'intensità bassa. Il suo
principale obiettivo, infatti, è di elevare la capacità di carico
dell'atleta.
Alcuni esempi di allenamento
caratteristico di questa prima tappa sono:
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Abituarsi a "stare in
sella":
non è un aspetto banale come può sembrare: uscite di 3-4 ore a
ritmi blandi e costanti e con rapporti agili sono assai utili
per riprendere confidenza con la bicicletta.
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Allenamento di resistenza
con variazioni di ritmo:
in questa fase è bene effettuarlo su percorsi medio-lunghi per
poter contribuire ad aumentare la resistenza aerobica. Può
consistere in 4 o 5 ripetizioni di durata compresa tra i 10 e
i 20 minuti ad una velocità di poco superiore al 50% di quella
massima esprimibile, utilizzando rapporti agili ed un percorso
vario dal punto di vista altimetrico. Il recupero tra le serie
è tra i 4 e i 6 minuti a velocità moderata.
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Sviluppo di forza resistente
con allenamento in salita:
su una salita con pendenza uniforme del 5% circa, vanno
effettuate da 5 a 8 ripetizioni di durata compresa tra due e
quattro minuti e con due minuti di recupero.
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Forza:
esercitazioni per lo sviluppo generale in palestra con
bilancieri o macchine isotoniche per tutto il corpo, non solo
per le gambe. Per lo sviluppo della forza vanno effettuate
serie con elevato carico e basso numero di ripetizioni.
Cominciare ogni seduta allenando gli arti inferiori, che
rimangono comunque il gruppo muscolare più importante e non
superare le 25 serie complessive per allenamento. |
II tappa : il suo obiettivo è di collegare tra loro le singole componenti
dello stato di forma, rendendo l'allenamento più specifico. Si
mantiene costante la quantità di lavoro e ne si aumenta
l'intensità.
Ecco alcuni esempi di allenamento tipici di
questa fase.
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Sviluppo della resistenza in
salita:
è un allenamento misto di forza e resistenza che consiste
nell'effettuare da 4 a 6 ripetizioni di circa 2-4 minuti in
una salita con pendenza compresa tra il 4 e l'8% con rapporti
piuttosto agili. Recupero di almeno 4 minuti. In alternativa
può essere valido effettuare da due o tre ripetizioni di circa
10-15 minuti in salita con gli stessi rapporti. Recupero di
almeno 8-10 minuti.
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Le ripetute a soglia
anaerobica:
un obiettivo basilare di un biker è quello di avere un'elevata
velocità di soglia anaerobica, e l'allenamento di questa
caratteristica è costituito dall'effettuare lunghe ripetute
con frequenza cardiaca vicina a questo valore. Possono essere
eseguite numerose ripetizioni della durata compresa tra 4 e 10
minuti con un recupero effettuato pedalando lentamente e con
un rapporto agile per circa 3 o 4 minuti.
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Sviluppo della resistenza di
breve e media durata e della capacità di lavorare con alte
concentrazioni di lattato:
si effettuano variazioni di ritmo di durata compresa tra i due
e i quattro minuti, nelle quali l'intensità del tratto veloce
è superiore alla frequenza di soglia del 5%, e quella della
fase più lenta è di circa il 5% inferiore alla velocità di
soglia. La durata complessiva del lavoro non dovrebbe superare
l'ora.
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Allenamento a ritmo gara:
consiste nel percorrere frazioni di allenamento ad un ritmo
prossimo alla velocità e all'impegno che si dovrà tenere in
gara. Ha soprattutto una funzione di stimolo psicologico.
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Forza speciale:
in pianura o in salita, con partenza da fermo, sviluppare la
massima spinta sui pedali, tenendo rapporti lunghi, per 6 o 7
secondi. L'esercizio può essere effettuato sia da seduti sul
sellino, sia in piedi sui pedali. Con l'avanzare della
stagione e l'avvicinarsi del periodo di gara, occorre
velocizzare l'azione, diminuendo la lunghezza dei rapporti, la
pendenza della salita ed aumentando i tempi di recupero.
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Forza resistente in salita:
su una pendenza di circa il 5% eseguire da 4 a 9 ripetizioni,
in una o più serie, della durata da 1'30" a 3 minuti con
rapporti lunghi. Recupero di almeno 5-8 minuti tra le ripetute
e di 10-15 minuti tra le serie.
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Forza resistente in pianura:
allenamento simile al precedente, dal quale si differenzia per
la durata delle ripetizioni, che è di circa 30 secondi
superiore e per la frequenza della pedalata, anch'essa
leggermente superiore.
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Resistenza alla velocità:
si tratta di ripetizioni di durata compresa tra 30" e i 2' a
velocità sub-massimale, con un recupero quasi completo che
permetta di smaltire quasi completamente il debito lattacido.
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Velocità:
in pianura, partendo in progressione, raggiungere la massima
velocità possibile e mantenerla per un tempo compreso tra i 3
ed i 6 secondi. Recupero ampio sia tra le serie che le
ripetizioni, il cui numero deve essere tale da far sì che non
vi sia un sensibile calo della velocità. Da quel momento in
avanti, infatti, si allenerebbe la resistenza alla velocità e
non la velocità pura. |
Periodo gara
Il compito dell'atleta è di adeguare le capacità
sviluppate nel periodo di preparazione alle esigenze specifiche
relative alle gare più importanti.
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